DISBIOSI INTESTINALE

Per tornare a sorridere

DISBIOSI INTESTINALE

Tesi di John O. A. Pagano, chiropratico americano e del Neurochimico Paolo Mainardi
 
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Secondo il Dr. Pagano, all’origine di molte malattie infiammatorie, tra le quali la psoriasi, la parodontopatia (piorrea), e la fibromialgia, come dimostrato dalle ricerche del Neurochimico Dr. Paolo Mainardi vi sarebbero la disbiosi intestinale e l’assottigliamento delle pareti dell’intestino tenue, che favorirebbe il passaggio delle tossine dall’intestino alla circolazione sanguigna.

In questa situazione di disbiosi intestinale le pareti di alcune aree del tratto intestinale, soprattutto il digiuno e il basso duodeno, diventano sottili e porose.

In caso di disbiosi intestinale, le sostanze tossiche, che normalmente dovrebbero passare attraverso l’intestino per essere eliminate dall’organismo, filtrano attraverso queste pareti, entrano nel sistema linfatico e invadono il flusso sanguigno.

Il sistema naturale di filtrazione dell’organismo, soprattutto fegato e reni, cerca di filtrare queste tossine che si ritrovano nel sangue quando si instaura una disbiosi intestinale.

Purtroppo questa azione necessita di un certo periodo di tempo ma, prima o poi, l’accumulo di elementi tossici diventerà eccessivo e questi generosi organi non riusciranno più a svolgere in modo efficace la loro funzione.

Quando questo livello è raggiunto, il secondo sistema di purificazione o, sistema di supporto, si associa nel tentativo di aiutare il processo di eliminazione.

Infatti, allorché il fegato, la ghiandola filtro più grande e importante dell’organismo o, meglio, l’emuntore primario, è sovraccarico, ecco che, la pelle, emuntore secondario, viene in soccorso per agevolare l’eliminazione delle tossine.

Un protocollo per ridurre l’infiammazione intestinale è quello del Dr. Mainardi con assunzione dell’integratore Serplus associato ad piano alimentare a supporto con un pane a bassissimo contenuto di glutine, Primus, www.primuspane.it.

Una realtà sottovalutata

In Italia sono un milione e seicentomila i pazienti affetti da OSAS, Obstructive Sleep Apnea Syndrome, la sindrome da apnee ostruttive del sonno.
La stima che preveda anche i pazienti attualmente non conclamati porterebbe sicuramente a una cifra totale molto superiore. L’OSAS è infatti largamente sottodiagnosticata, tanto da far pensare che non sia individuata nel 93% delle donne e nell'82% degli uomini con sindrome moderata-grave.

alcuni sintomi

Colpi di sonno durante la guida o nelle normali attività, cefalea e secchezza delle fauci al risveglio, alterazioni dell'umore, ridotta capacità di concentrazione, dismnesie, incontinenza urinaria, iperattività diurna, ritardi di crescita (nei bambini).

Russare è sempre pericoloso

L'eccessiva sonnolenza diurna, sintomo principale della OSAS, è condizione che molte persone hanno difficoltà a percepire o comunque a quantificare, spesso perché la confondono con la stanchezza. In genere è il partner a sollevare il problema, perché semplicemente infastidito dal suo russamento.

l'insidia delle apnee notturne

Gli episodi di pause respiratorie sono difficilmente riconoscibili anche dal più attento dei partner e la presenza di OSAS aumenta il rischio per patologie cardiovascolari, infatti sembra associata all’aumento dei casi di ictus e morte improvvisa.

sei a rischio?

Gli episodi di pause respiratorie sono difficilmente riconoscibili anche dal più attento dei partner e la presenza di OSAS aumenta il rischio per patologie cardiovascolari, infatti sembra associata all’aumento dei casi di ictus e morte improvvisa.

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